Online Marketing

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La storia del marketing ci aiuta a capire l’impostazione delle strategie future

Negli ultimi trent’anni il campo del marketing è sempre andato di pari passo con l’evoluzione tecnologica e con la nostra conseguente fruizione delle diverse innovazioni che si sono succedute. Mentre la prima ondata delle vendite tradizionali è stata testimone dell’invenzione del telefono, quella del marketing si sviluppa in concomitanza alla diffusione della televisione nelle case di tutto il mondo. La rivoluzione industriale di questa fase include il cambiamento più significativo per la storia del marketing: il lancio sul mercato dei primi personal computer.

Che significato hanno tutte queste innovazioni per il futuro del marketing? Attualmente, molti professionisti del campo sono incerti sulle proprie prospettive, sebbene ritengano che il marketing online rimarrà fondamentale per la loro impresa. Senza poteri magici, tuttavia, risulta effettivamente impossibile prevedere esattamente cosa ci aspetta nei prossimi anni. Eppure, basta guardarsi indietro per avere qualche idea a proposito.

Possiamo identificare, con questo articolo, tre innovazioni tecnologiche fondamentali che hanno cambiato il modo in cui facciamo marketing: l’avvento di internet, l’utilizzo dei big data e la diffusione degli smartphone.

1) L’avvento di internet

L’evento degli ultimi trent’anni di impatto più profondo sul marketing riguarda l’adozione di massa di internet all’interno delle nostre vite quotidiane. Nonostante i primi software che si sono diffusi servissero all’editoria, causando diverse trasformazioni nel campo della stampa intorno agli anni ’80, i computer erano da considerarsi ben più di una piccola, funzionante macchina da scrivere. Lanciato da Tim Berners-Lee e il suo team nel 1991, il progetto del World Wide Web non è decollato finché non è stato inventato il primo browser di successo, Netscape, tre anni dopo. Da quel momento è cresciuto esponenzialmente il numero di persone che usufruivano di internet, dando vita a un cambiamento interno alla società di massa.

Man mano che la fruizione di questa finestra sul mondo alternativa cresceva, anche i suoi contenuti si sviluppavano di pari passo: dall’email ai motori di ricerca e i siti di e-commerce come li conosciamo adesso. Naturalmente, il marketing ha subito sfruttato queste innumerevoli potenzialità: le email sono diventate un nuovo strumento per raggiungere istantaneamente le persone, unendosi a canali tradizionali come TV, radio e vendite telefoniche. Ovviamente, una strategia che aveva successo nel 2000 potrebbe non essere più efficace vent’anni dopo: adesso le promozioni inviate a ogni casella vengono direttamente segnate come spam e non raggiungeranno mai l’obiettivo di riferimento. La vera sfida, ora, sta nello sviluppare campagne email che risultino interessanti quanto altri strumenti di marketing più diffusi in quest’era tecnologica dominata da app e social media.

L’email marketing nel 2020

Le tecniche più efficaci in questo campo partono dalla segmentazione dell’audience in categorie di persone a cui il proprio business model si vuole rivolgere. Questo non permette solo di connettersi con un pubblico più specializzato, ma anche di riuscire a conoscerlo meglio e di offrire ad esso un contenuto che più si rispecchia con ciò di cui ha bisogno. Una tendenza in questo senso è quella di creare infografiche con messaggi concisi e grandi immagini.

Inoltre, il testo nell’oggetto dell’email dovrà essere avvincente quanto quello all’interno di essa, dovendo entrambi incitare urgentemente a un’azione precisa:”fallo ora o l’offerta scadrà”. In questo modo, non solo i potenziali clienti leggeranno interamente il contenuto di ciò che riceveranno, ma agiranno anche di conseguenza. Al di là di tutte le possibili strategie che si possono adottare, è importante che questo tipo di campagna sia fruibile da tutti i tipi di dispositivi, specialmente lo smartphone.

Lo sviluppo delle tecniche SEO negli ultimi anni

Parallelamente allo sviluppo delle email, grazie ai motori di ricerca, gli utenti hanno potuto trovare le informazioni desiderate su servizi e prodotti direttamente catalogate e accessibili dalla comodità del proprio divano.

Man mano che un tale sistema di indicizzazione si è sviluppato, i professionisti dell’online marketing hanno cercato di utilizzarlo per apparire sempre in cima alla lista dei risultati, perfezionando le loro tecniche SEO (Search Engine Optimization) attraverso tag e parole chiave. Ad oggi, le keywords non risultano uno strumento abbastanza efficace per rendere il proprio sito più visibile. Innanzitutto, infatti, motori come Google e Yahoo cercano contenuti che rispecchiano esattamente ciò che desidera l’utente. Un altro parametro fondamentale per tali colossi tecnologici è quello del mobile-friendly: se il sito non lo è, finirà in basso nella lista dei risultati, poiché non fruibile da ognuno. In generale, è possibile dire che se l’esperienza all’interno del sito web è pensata in maniera completa (ovvero inclusiva di elementi multimediali e di un tempo di caricamento molto veloce), è molto probabile che il sito venga indicizzato come sperato.

2) L’utilizzo dei big data

L’intera attività online è stata archiviata da sempre sotto forma di informazione digitale. Uno studio attuato nel 2000 ha riscontrato che proprio questo tipo di dati era il genere di informazioni che cresceva più velocemente, dal momento che a quel punto la maggior parte dell’esposizione sotto forma di testo era considerabile “nativa digitale”. Poiché l’incremento di questi dati ad oggi è esponenziale e ha raggiunto dimensioni mai viste prima, essa è conosciuta anche come “big data”.

Effettivamente, già all’inizio del secolo gli oggetti fisici cominciavano ad essere sostituiti dalle loro controparti digitali: si pensi a CD e DVD. Le nuove scoperte in campo di registrazione di dati e gestione dello spazio digitale ha reso i big data una nuova, insostituibile risorsa per i professionisti della pubblicità.

Nel tempo, una grande enfasi è stata dedicata al marketing eseguito attraverso fattori come condivisione di dati, user-centered design e invito alla collaborazione tra utenti. L’introduzione dei primi siti di social media come Facebook, Twitter, LinkedIn e Myspace ha reso tutto ciò decisamente più realizzabile, dal momento che i consumatori hanno cominciato a condividere online sempre più informazioni personali.

Predire le abitudini del pubblico con i big data

I big data hanno creato la possibilità di tenere traccia delle abitudini di tutte le fasce di esseri umani, e il loro ruolo nel marketing è quindi solamente destinato a crescere. Il marketing guidato dai dati è diventato così importante che determinate aziende si specializzano appositamente nello sfruttamento delle tecniche più innovative per poter raggiungere i target di utenti di loro interesse.

È qui che si inserisce il campo dell’analisi predittiva: si basa sullo studio di specifici tipi di big data per creare strategie personalizzate e connettersi con i clienti in modo più rapido ed efficace. In questo modo, i professionisti nel campo sono riusciti a ideare tecniche sempre più raffinate per consolidare i propri rapporti con gli utenti coinvolti.

Un esempio pratico a tale proposito riguarda lo sfruttamento dell’influencer marketing per favorire il passaparola tra potenziali clienti riguardo a uno specifico prodotto o servizio. Una caratteristica di internet che non è diventata obsoleta, infatti, è quella secondo cui si vengono a creare spontaneamente comunità che si raggruppano intorno a uno specifico oggetto di interesse: un hobby o il fatto di essere fan di una celebrità in voga. Nonostante tutte le piattaforme creino potenziali occasioni di visibilità (nel 2020, Tik Tok è quella leader in questo senso), infatti, tramite gli influencer è possibile approfondirle andando a cercare chi si rivolge al target che si sta cercando di raggiungere. È sempre tramite queste figure che sarà possibile misurare la performance dei post o dei video relativi al proprio prodotto o servizio: quante persone hanno cliccato sull’annuncio? Quante hanno utilizzato il codice sconto previsto? Quante ancora hanno interagito con il contenuto dimostrando un interesse?

Ormai i social media sono diventati sinonimo di marketing online, andando di pari passo con la maggioranza di campagne pubblicitarie digitali. Tuttavia, si tratta di un panorama per definizione dinamico: le abitudini degli utenti cambiano allo stesso modo delle piattaforme di tendenza. Tutto questo influisce su come le persone utilizzano e reagiscono al social media marketing e al modo in cui i professionisti del campo possono raggiungere il loro pubblico target.

3) La diffusione degli smartphone

Dove saremmo ormai senza i nostri smartphone? Questo nuovo tipo di dispositivi, tablet inclusi, è esploso negli ultimi dieci anni, prendendo il sopravvento sui computer. Il primo smartphone moderno è stato prodotto dalla BlackBerry agli inizi del 2000, ma era utilizzato soprattutto da professionisti in campo economico e legislativo. Solo a partire dal 2007 gli smartphone sono stati lanciati sul mercato di massa: oggi è raro trovare chi non ne possieda uno.

Il marketing ai tempi dello smartphone

Il tempo che le persone spendono utilizzando il proprio cellulare è cresciuto talmente tanto che non è difficile immaginarsi su quali priorità il marketing dovrà basarsi. Esse riassumono i principi scritti nei punti precedenti, dal momento che le fruizione di un sito web, una campagna di e-mail o una semplice app passeranno tutte da un requisito necessario: quello di essere mobile-friendly. Ormai il futuro della fruizione di questo dispositivo è incentrato sulle web-app, siti web che si comportano come vere e proprie applicazioni, solo che non vanno scaricate, occupando quindi meno memoria, e diventando accessibili a prescindere dal sistema operativo.

Risulta necessario, quindi, comprendere a fondo i meccanismi di dispositivi e piattaforme di tendenza e riuscire a prevedere quelli che riscuotono più successo, in modo tale da poter creare una strategia costantemente aggiornata e possedere le capacità per massimizzare i propri strumenti a disposizione.

Emanuele

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