Marketing e comunicazione Apple

 Marketing e comunicazione Apple

Apple è oggi uno dei nomi monumentali del business e del marketing mondiale, sebbene siano cambiate davvero tante cose dalla sua nascita, nel 1976, ben 40 anni fa. Si tratta di quattro decenni durante i quali l’azienda è sempre stata al passo con i tempi, creando prodotti tecnologici e moderni che ci hanno portato nel futuro e continuano a farlo, confermandosi costantemente un brand d’altissimo livello.
Per festeggiare il suo quarantesimo compleanno, Apple ha creato una story che dura esattamente 40 secondi e che celebra i più grandi successi aziendali finora conseguiti.
Forse non sei informato però di alcuni fatti molto curiosi: ad esempio, nel 1993, il brand lanciò un palmare che si rivelò un fallimento totale. Non si sa se sia successo perché l’azienda abbia sbagliato tiro o se perché anche allora era talmente all’avanguardia che le persone, in quel preciso momento, non sono state capaci di coglierne l’essenza e l’eccellenza. Un’altra ipotesi è quella secondo la quale gli strumenti comunicativi non erano ancora tali da riuscire a fare arrivare quel determinato messaggio ai potenziali clienti.
C’è da dire inoltre che, nel caso della Apple, gli acquirenti non sono dei semplici clienti, ma dei veri e propri fans, perché i suoi articoli non sono solo belli e di ottima fattezza; si sono rivelati uno stile di vita da seguire e amare e lo dimostra il milione di prodotti venduti fino ad oggi. Non è tutto qui però, perché è vero che la qualità conta, ma è molto importante anche farlo sapere alle persone e “come” è trasmesso loro il messaggio è un dettaglio : Apple, in tal senso, ha innovato il mondo del marketing, prima tradizionale e poi digitale. Aver saputo comunicare il messaggio in modo efficace, ha quindi fatto in modo che le persone non comprassero e basta, ma osannassero il brand come fosse un Dio nel settore, divenendo suoi fans.

Il marketing strategico della Apple

Dietro il marchio vi è indiscutibilmente una base geniale, quella trasmessa da chi è riuscito a iniziare la sua attività da un garage impolverato, per creare una delle compagnie che più hanno avuto successo a livello mondiale e fatturando davvero tanti soldi: ti sto parlando del geniale Steve Jobs. È anche grazie a lui se, oggi, quella che potrebbe essere una banalissima e comune conferenza stampa, come lo sono tante altre, è invece un evento di interesse mondiale, alla quale è possibile prendere parte dal vivo.
La Apple continua a pensare, come faceva Jobs, che non sempre l’utente ha le idee chiare e non sempre sa cosa vuole.
Se ti domandassi cosa è esattamente questa azienda cosi, ti renderai conto che si tratta di un brand che produce computer e realizza software, si tratta di una piattaforma multimediale e di uno studio di progettazione; è una casa editrice e un movimento con milioni di utenti-fans che l’acclamano. Il brand ha intuito, sin da subito, che i migliori collaboratori e sostenitori sarebbero stati i suoi clienti, generando un orientamento verso la creazione di una forte identità intorno al prodotto.
A questo punto, è normale domandarti quale sia il reale piano strategico del marketing messo in atto dalla Apple e soprattutto, se segua delle regole che anche altre aziende possano emulare. La risposta è che esistono sicuramente dei piccoli step determinanti nel percorso verso il successo, ai quali anche altri possano ispirarsi.

Lezioni di marketing della Apple

Quanto sto per dirti potrà sembrarti assurdo, poiché siamo nell’epoca storica del marketing nella quale le critiche degli utenti o dei potenziali clienti, corrispondono a delle recensioni e sembra che un brand debba necessariamente fare riferimento a esse per capire se un prodotto può andare bene o meno, se sia il caso di lanciarlo nel mercato e dunque anche di fare investimenti. Ebbene, il modo di agire di Steve Jobs, in questo caso con l’iPad, fu esattamente l’opposto: lui credette talmente tanto nel suo prodotto, che, sebbene fu sommerso da attacchi e critiche, non li ascoltò. Jobs ignorò tutte le opinioni deleterie e il suo essere visionario e deciso decretò un successo senza precedenti.
Apple ha alle spalle una lunga storia di decisioni fatte di continue uscite dalla zona di comfort, nella quale qualsiasi azienda che ha già ottenuto successo, potrebbe rifugiarsi: un giorno comunicò persino di voler togliere il ben noto floppy disk dai Mac; si trattò di un gesto che parve follia pura, sconclusionato eppure anche in questo caso, sappiamo tutti come andò.

Altra convinzione, spesso radicata nei marchi, è quella di puntare eccessivamente sulla strategia di ribasso dei prezzi. In realtà, non sempre gli acquirenti sono attratti principalmente dal basso costo: molto spesso, quando si tratta di comprare un prodotto che adorano, non badano assolutamente al risparmio, magari rinunciando ad altro, ma non al loro articolo preferito. Apple ha compreso e trasmesso in modo sbalorditivo anche questo messaggio, dal quale emerge che suoi pezzi sono talmente spettacolari, che poco importa che arrivino a costare persino il doppio di quelli dei competitors. Il cliente fan di Apple si affida a questo brand spendendo soldi che potrebbe risparmiare, senza obiettare, perché è certo che ne trarrà piacere.

L’arte della comunicazione della Apple

Se ti stai domandando come Apple riesca a vendere milioni di prodotti costosi, la risposta sta nel fatto che il suo marketing è basato sul pensiero positivo e su una decisa e impareggiabile auto-promozione. Innanzitutto, si tratta di prodotti esteticamente belli e tutte le persone sono attratte da ciò che è visibilmente “bello”; Apple vende benefici come unici e ineguagliabili, perché nessun altro prodotto simile sarà mai funzionale come un iPhone o un iMac27 o sottile come un Macbook Air, è semplicemente impensabile. Allo stesso tempo, si parte dal concetto che nulla eguaglia un software come iTunes e nessuno è più intuitivo dei prodotti della Apple.

Questo marchio, inoltre, fa qualcosa di davvero intelligente, ovvero, forte del suo prodotto, lo “dà per scontato” e usa il copywriting come un’arte: Apple non si limita a dire le cose al pubblico, ma gliele fa capire, incuriosendolo: la sua terminologia non è tecnica, bensì alternativa, parla di “Edge to Edge” e chi legge le istruzione, è stimolato a voler capire di più.

L’esperienza che si estende alla confezione e che “crea nomi”

Avrai certamente notato il packaging del brand in questione e ti sarai reso conto del fatto che la cura dedicata ai prodotti, non si ferma ad essi, ma si estende anche alla confezione. Dietro l’apertura dell’imballaggio vi è un progetto a sé, al punto che anche scatola e installazione fanno parte di una strategia produttiva ineguagliabile.
Apple non mette un prodotto eccezionale come il suo dentro una scatola di banale cartoncino: l’azienda crea una confezione che rende giustizia e che è in linea con la sua levatura.
L’attenzione ai dettagli ha fatto sì che le persone divenissero fan del brand e creassero una tribù di fedelissimi che danno per scontato che quando sostituiranno un vecchio iPhone, lo faranno con uno nuovo: non passeranno mai da un iPhone a uno smartphone. Questo accade perché, mentre gli altri, appunto, acquistano lo smartphone, il “movimento” compra l’iPhone, oppure l’iPod e non “un lettore MP3” o ancora, sceglie il Mac e non “un computer”. Oltre ai prodotti, Apple crea anche i nomi.

La tendenza Apple è unica nel suo genere

Apple non nasce per essere un’azienda in mezzo a tante e la sua politica strategica lo fa capire chiaramente; il noto marchio crea e dà nomi che diventano un termine di paragone per tutte le altre imprese che l’hanno seguita nella creazioni di prodotti. Mentre Apple crea iTunes, si comprende che dà vita al principale fornitura di musica, gli altri possono solo emularlo; nel momento in cui è stato creato l’iPad, i modelli di tablet successivi non hanno fatto altro che seguire i suoi standard e così sarà per gli iPhones, gli iPod ecc…
Per imitare qualcosa, occorre avere la stessa mentalità, ovvero occorre sentire di essere i primi sul mercato e quindi saper lanciare il prodotto in modo invogliante. Non si tratta del primo pc o del primo telefono, ma Jobs sapeva che ricreando questi articoli in modo tale da concepirli come unici, avrebbe fatto impallidire tutti i concorrenti.

Strategie di distribuzione della Apple

Sai bene che puoi acquistare diversi modelli e marche di smartphone in negozi ibridi, ma questo non accade con Apple, la quale ha puntato sulla strategia dei negozi mono-marca, tutti diversi tra loro e sfruttando dei canali distributivi sia diretti che indiretti.
L’Apple Store è il centro maggiore, al suo interno troverai operatori preparati esclusivamente su questi prodotti.
L’Apple Premium Reseller è un rivenditore autorizzato di dimensioni molto superiori rispetto al primo, coprono un’area molto vasta di mercato e non sono diffusissimi. Al suo interno sono effettuate dimostrazioni, proposte soluzioni per aziende, organizzati eventi e seminari, offerti sconti Education.
L’Apple Reseller è un classico rivenditore di piccole dimensioni che propone anche merce commercializzata da Apple; sono presenti delle aree esclusive che la grande distribuzione riserva al brand.
L’Apple Store online è molto noto e permette a tutti di arrivare agli articoli originali Apple e di acquistare online.

Le campagne di marketing storiche della Apple

Una delle campagne Apple davvero indimenticabile fu quella che ancora ricordiamo con il motto “Think different”, nel 1997. Si trattava del lancio nel mercato del Macintosh e il messaggio era di invitare le persone a liberarsi definitivamente dal conformismo. Durante la pubblicità i riferimenti fatti erano a “1984”, il libro di George Orwell. Chi compra e usa Apple è differente dal resto delle persone, poiché si tratta di precursori, creativi e pensatori autonomi, talmente idealisti da essere certi che anche un solo soggetto sia in grado di cambiare il mondo.
Nel 2005 fu la volta di “Switch”, si trattava di diversi spot nei quali erano intervistate persone note come switcher, ovvero slittate verso il Mac e che spiegavano il perché della loro decisione. Seguì “Get a Mac”, nel 2008: in questa pubblicità, due attori rappresentavano Steve Jobs e Bill Gates che si presentavano come un Mac e come un Pc. Quest’ultimo veniva fuori un soggetto ridicolo di fronte a un Mac tanto cordiale quanto inattaccabile.

Il marketing che non disdegna le alleanze

È da qualche anno che Apple collabora con altre aziende, ad esempio, lavora in sinergia con i processori della Intel e con altri marchi tecnologici, non direttamente legati al settore informatico. Vediamo quali:

  • L’Ipod Sport Kit è stato venduto insieme alle scarpe da footing della Nike e la strategia di marketing fa leva sull’ascoltare musica e rilevare i progressi, mentre si corre o si fa palestra.
  • La sinergia tra la The 20th Century Fox e iTunes è volta a dare l’occasione a tutti coloro che acquistano un dvd, di averne una copia da tenere in libreria, oltre a poter affittare un film sempre passando attraverso l’iTunes Store.
  • Mercedes Benz Classe S ha invece sviluppato un software per navigare e ha ideato l’integrazione dell’auto con gadget come iPod e iPhone.

Apple si posiziona a Hollywood

Neppure Hollywood è sfuggita al fascino della Apple che compare con i suoi prodotti in numerosi film, senza fare alcun investimento. L’azienda infatti non paga per comparire durante i film, ma concede di distribuire tantissimi dei sui articoli.
Se non ti è capitato di vederli, sappi che Apple compare in film noti come Mission Impossible, 24 ore, La rivincita delle bionde, Sex and the city, 30 Rock, Modern Family, C’è posta per te.

Apple è una storia di successo che può fungere da esempio per tanti altri marchi in cerca di ispirazione. Si tratta di un brand che ha compreso, tempo addietro, quanto fosse fondamentale il ruolo della comunicazione.
Essere visionari, ma anche lungimiranti, ha fatto in modo da dar vita a un brand marketing che era sconosciuto e che è oggi sempre più acclamato dai business man.

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Emanuele

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