CORONAVIRUS

 CORONAVIRUS

L’epidemia di coronavirus potrebbe avere effetti devastanti su un anno che prevedeva invece di vedere maggiori investimenti e crescite esponenziali nel mondo del lavoro e del marketing.

Come sappiamo, il coronavirus si sta diffondendo a un ritmo decisamente allarmante non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo, sconvolgendo il mercato azionario e causando interruzioni operative alle industrie di vario tipo.

Cos’è il coronavirus?

I coronavirus (CoV) comprendono una vasta famiglia di virus che causano malattie che vanno dal più comune raffreddore a malattie più gravi che colpiscono il sistema respiratorio. Il nuovo coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non era stato precedentemente identificato nell’essere umano.
I coronavirus vengono trasmessi tra animali e persone. Numerosi coronavirus circolano infatti solamente tra animali, e non hanno mai infettato l’uomo.
I sintomi più comuni di una infezione da coronavirus includono febbre, tosse, respiro affannoso e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, insufficienza renale e, se i pazienti presentano delle già gravi patologie respiratorie, la situazione può diventare ancora più grave.
Le semplici misure di prevenzione comprendono il lavaggio regolare delle mani e la copertura di bocca e naso quando si starnutisce o tossisce. È inoltre consigliato evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

L’impatto del coronavirus nel mondo del lavoro

Sempre più spesso, purtroppo, si sente dire che una situazione così non era mai stata vista prima d’ora. Il coronavirus, con la sua rapida diffusione, ha avuto delle importanti conseguenze non solo nella nostra vita di tutti i giorni, ma anche nel mondo del lavoro.
Il primo settore a subirne le conseguenze è quello turistico. Il nostro bel Paese, infatti, basa buona parte della propria economia sul turismo. Ogni anno, l’Italia ospita milioni di visitatori, attratti dal buon cibo, dalla cultura, dall’ospitalità della gente e dall’atmosfera unica colma di storia che si respira solo in Italia. A partire dalle città del nord come Milano e Venezia, albergatori e operatori del settore turistico hanno sperimentato un calo incredibile delle prenotazioni. Alcuni alberghi hanno dovuto chiudere, mandando a casa tutti i loro lavoratori. Altri tengono aperto, non avendo però alcun cliente. Anche i settori della ristorazione, dell’istruzione e tanti altri stanno facendo i conti con le gravi conseguenze di un’epidemia che non accenna a diminuire. In Lombardia e nelle 14 aree a rischio in Emilia-Romagna, Veneto e Marche, moltissime attività lavorative sono state sospese fino al 3 aprile. Se queste misure, altamente restrittive, non dovessero essere sufficientemente efficaci, l’area rossa è destinata a espandersi.
Buona parte degli italiani è oggi preoccupata di perdere il lavoro a causa delle eventuali conseguenze economiche che la propria azienda potrebbe subire. Stiamo infatti vivendo un momento di totale insicurezza sia sul piano economico-lavorativo che sulla nostra quotidianità.
Le aziende e i luoghi di lavoro che ne hanno la possibilità si stanno spostando sul cosiddetto smart-working, o telelavoro. Questa possibilità, sviluppatasi grazie all’evoluzione di internet e delle nuove tecnologie, dà la possibilità ai dipendenti di una azienda di lavorare da casa collegandosi a internet. Oggi, la maggior parte delle aziende all’avanguardia ha già predisposto uno spazio di smart-working, così da dare ai dipendenti l’opportunità di proseguire i processi produttivi anche da casa propria. Lo smart-working conferisce ai lavoratori più flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi e degli orari lavorativi, rimuovendo tutti i vincoli legati al lavoro in presenza all’interno di spazi aziendali che potrebbero rappresentare veicolo di diffusione del virus. Oggi, lo smart-working comprende innumerevoli attività lavorative, quali per esempio attività di archivistica, gestione documentale, web design, redazione e correzione di contenuti, amministrazione, risorse umane e ICT. Non solo, le aziende più avanzate stanno cominciando a proporre anche dei colloqui da remoto tra operatori e clienti, così da assicurare il rapporto interpersonale, anche se a distanza.
Anche le scuole e le università stanno adottando innovative tecniche di didattica a distanza, con lezioni e compiti per casa online e dirette streaming tramite le quali gli studenti possono intervenire in tempo reale.
Questo è un dato estremamente positivo che conferma come, anche in caso di epidemia, gli italiani non vogliano fermarsi, ma cerchino di dare il loro contributo per fare in modo che la vita lavorativa e quotidiana proceda quanto più regolarmente possibile.
Appare dunque evidente quanto sia oggi importante spostare le proprie attività nel mondo online e del digitale. Non sappiamo ancora con certezza quanto e come si evolverà la situazione del coronavirus. In ogni caso, però, è opportuno agire per tempo e prendere tutte le precauzioni necessarie. Le attività di qualsiasi tipo che riescono ad andare avanti anche nella situazione incerta di adesso sono quelle che sono riuscite a spostare il proprio lavoro online. Oggi più che mai, pertanto, è necessario avere un sito web e un portale che permetta di lavorare online.
Chiaramente, ci sono situazioni che il lavoro online non può salvare completamente, come gli eventi all’aperto e nei luoghi pubblici, cancellati per le prossime settimane. Tramite le dirette streaming sarà possibile trovare delle soluzioni ragionevoli come la ripresa in diretta dell’evento, a cui le persone potranno assistere tramite il proprio PC o smartphone. Rimane sicuro e indubbio, però, come la perdita economica da parte dei gestori di questi eventi sia elevata, nonostante le utili opportunità fornite dal digitale.

L’impatto del coronavirus nel mondo del marketing

Il rapido sviluppo del coronavirus comprende conseguenze anche nel mondo del marketing, già visibili su piattaforme come Amazon, dal momento che molti commercianti si affidano a produttori e fornitori cinesi. Infatti, risulta che alcuni rivenditori abbiano speso il 6% in meno sulla pubblicità di Amazon nelle ultime due settimane rispetto allo stesso periodo nel 2019. I giganti della tecnologia come Microsoft e Apple hanno cominciato a dichiarare come il COVID-19 potrebbe avere forti impatti sulle loro prospettive di vendita per il 2020. Anche Facebook ha dato il suo contributo a confermare la gravità della situazione, annullando la una conferenza che avrebbe dovuto essere seguita in presenza.
L’elevata connettività digitale del giorno d’oggi, però, avrà un’importante influenza sul marketing, soprattutto dal momento che i consumatori decideranno di rimanere all’interno delle proprie case e usare internet ancora di più. Dal momento che tutto, dal lavoro all’intrattenimento si sta spostando online, è normale che le persone tendano ad avere un rapporto diverso e sempre più stretto con il web e le possibilità che lo popolano.
Finora, non avevamo mai vissuto un tale rallentamento del PIL, né un ambiente di crisi e incertezza come quello attuale, con così tanta attenzione diretta ai consumatori e al rapporto con essi. Cosa succede se i tuoi clienti trascorreranno più tempo a casa? Semplice, sarà necessario cercare di avvicinarli tramite le tecniche di digital marketing.
L’agilità del digital marketing può essere veramente salvifica contro alcune delle conseguenze negative del coronavirus. Il mercato potrà bloccarsi e stazionarsi momentaneamente, ma ciò non significa che non riesca più a ripartire, una volta terminata l’emergenza. Tuttavia, dal momento che adesso ci troviamo proprio nel cuore e nel pieno sviluppo del coronavirus è necessario cercare di stare a galla e sfruttare tutte le possibilità che ci si presentano. In un momento come questo, in cui le persone e i potenziali clienti trascorrono più tempo a casa, sarà utile aumentare gli investimenti nel campo della pubblicità e del marketing digitale, dal momento che le persone saranno connesse alla rete per più tempo e saranno quindi più esposte agli annunci.
Si prevede infatti che la spesa pubblicitaria globale aumenterà del 7,1% e con essa anche gli investimenti su internet: il rallentamento della produzione a causa del virus non si tradurrà necessariamente in una riduzione degli investimenti pubblicitari, anzi.
Infatti, nonostante la produzione si stia rallentando, più persone tenderanno ad acquistare online, preferendo rimanere in casa piuttosto di uscire ad affollare strade e negozi. Si prospetta pertanto un’accelerazione degli e-commerce. È pertanto necessario, se si vuole proseguire con le proprie attività, aggiornarsi al digitale e rendersi conto delle opportunità fornite da internet e dal lavoro online.
Un marketer intelligente deve mettere a punto una strategia personalizzata per gestire al meglio la situazione. Il coronavirus potrà influenzare molte aree dei processi produttivi, turistici e quant’altro, ma la situazione attuale presenta interessanti sviluppi per quanto riguarda il mondo del marketing digitale. Con un’attenta analisi dello scenario e una scelta ponderata delle azioni da compiere sarà possibile trattare l’emergenza nel migliore dei modi e prepararsi ad affrontare la situazione in modo efficiente.

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Emanuele

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